
Si avvicina a grandi falcate il Congresso di Più Italia. Il 9 e 10 ottobre il partito si riunisce a Fiuggi, città protagonista di molti eventi che hanno segnato la storia del nostro Paese.
Si preannuncia un Congresso a dir poco ‘vivace’ per Più Italia Sono in vista probabili cambi di scenario. Le avvisaglie sono molteplici. In queste ultime settimane all’interno del Partito la tensione è palpabile. Mentre cresce l’attesa per la rèunion nazionale, crescono anche I punti interrogativi.
Dopo la tempesta mediatica e processuale che si era abbattuta sul leader Fabrizio Pignalberi, adesso il partito si deve riorganizzare. A Fiuggi sono attesi I delegati provenienti da tutto lo stivale per quella che Fabrizio Pignalberi ha definito ‘la seconda fase del nostro partito nato a febbraio 2021 per dare casa e speranza alla storia della destra italiana’.
Ma c’è già un colpo di scena. I lavori del Congresso non solo dovranno stabilire le nuove linee guida del partito ma dovranno soprattutto decidere a chi affidare la leadership di Più Italia.
A contendere la dirigenza di Più Italia si è fatto avanti il Commissario del Sud, Domenico Manganiello, in passato legato a Alessandra Mussolini e poi al Partito Repubblicano.
Fabrizio Pignalberi, subito dopo il servizio mandato in onda da Le Iene e la valanga di accuse e di fango che avevano travolto la sua figura di politico e di uomo, in numerosi interventi pubblici aveva manifestato la sua serena disponibilità a ‘fare un passo indietro’ e a rimettere nelle mani dei suoi la decisione di affidare ancora a lui la presidenza del partito oppure no.
Adesso che le nuvole per il Presidente in carica si stanno diradando, ‘sempre nel rispetto della volontà che il partito vorrà esprimere a Fiuggi’ Fabrizio Pignalberi è però determinato a ‘mantenere il suo ruolo’.
Sia Fabrizio Pignalberi che Domenico Manganiello hanno già pubblicato il loro appello scatenando nelle fila di Più Italia un acceso dibattito tra I fedelissimi di Pignalberi e i sostenitori di Manganiello.
Il primo è orientato in una visione di Paese nel suo insieme, il secondo maggiormente sensibile alle problematiche del Sud dell’Italia, ma entrambi
La battaglia interna avrà la sua definizione il giorno 9 ottobre quando le due candidature saranno messe a confronto.
Il mio è un invito a tutti gli italiani – dichiara Fabrizio Pignalberi – per tutelare le nostre tradizioni e la nostra cultura per far sì che gli imprenditori non delocalizzino, che le coppie di giovani precari possano avere un futuro e poter mettere al mondo un bambino, affinché le maestre non debbano rinunciare al Presepe.’
