
Il giudice preliminare confermava che non vi era reato di truffa, ma tra la Procura e il Monocratico vi è stato un corto circuito costato a Pignalberi un processo che non doveva iniziare.
“Il Tribunale di Frosinone ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti del leader di Più Italia Fabrizio Pignalberi, nonché neo Presidente del Consorzio Montescalambra, dove domenica scorsa ha stravinto nei confronti dello sfidante principiante Avv. Luigi Colasanti.”
Il Capitano del Partito Più Italia era accusato di essersi appropriato indebitamente della somma di 15000,00 euro. L’attività processuale scaturisce dall’accoglimento dell’archiviazione, proposta dalla persona offesa, la quale denunciava il leader per truffa e appropriazione indebita. In origine, il p.m. dott. Misiti aveva richiesto l’archiviazione dei reati summenzionati.
Successivamente, in seguito all’opposizione all’archiviazione della parte offesa Antonino Scaccia, difesa dall’Avv. Della Rosa per il leader di Più Italia restava in piedi il solo capo accusatorio relativo alla Truffa per euro 4000,00. I fatti contestati dall’accusa al presidente nazionale non hanno trovato riscontro poi nel corso dell’istruttoria dibattimentale, conclusasi con l’escussione dei testi della difesa dove è stato chiamato anche un monsignore. All’esito dell’istruzione dibattimentale, il giudice dott. Quadrini Giovanni ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di Pignalberi perché il fatto non sussiste. Pignalberi era rappresentato dall’ avv. Mariano Giuliano del Foro di Cassino.
