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Il giudice Onorario, Valentina di Peppe, in data 22 Luglio 2022, pronunciava la sentenza di assoluzione nei confronti di Fabrizio Pignalberi per non aver commesso il fatto. L’accusa che veniva contestata era quella di truffa.
La ricostruzione dei fatti:
Nel periodo compreso tra l’agosto 2014 ed il luglio 2015, secondo gli atti giunti alla Procura della Repubblica di Milano su querela di parte e procedibile di ufficio fatta da M.M. , Fabrizio Pignalberi avrebbe, in qualità di collaboratore di uno studio legale di Cassino, indotto in errore con artefici e raggiri il querelante M.M. procurandosi così un ingiusto profitto con altrui danno per un corrispettivo quantificato in 21mila 212 euro. Gli artifizi e raggiri ravvisati dalla querela fatta dal M.M. consistevano nel proporre alla parte offesa l’acquisto di un’autovettura all’asta giudiziaria fornendo tutti i dati e facendosi bonificare la somma di € 11.590 senza mai consegnare l’auto in questione; di proporsi di occuparsi di una vicenda giudiziaria a carico della parte offesa facendosi firmare le relative nomine e successivamente bonificare la somma di € 5.472,04 per un presunto ricorso al Tar da presentare e mai fatto ed, infine, quello di trattare con la parte offesa un assegno di € 3.200 in cambio di contanti senza che avesse alcune copertura di fondi in quanto, il conto corrente, era stato chiuso tempo prima.
Ma dalle prove presentate dal difensore di Pignalberi, avv. Mariano Giuliano, la verità dei fatti è risultata essere stata un’altra a tal punto che il querelante M.M. ora si ritrova lui iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di Calunnia, su ordinanza del Giudice Onorario, Valentina Di Peppe, poiché lo stesso costruiva una versione fantasiosa con l’aggravante di aver denunciato Pignalberi Fabrizio pur sapendolo innocente ed estraneo ai fatti.
Contattato telefonicamente Fabrizio Pignalberi dichiara: “Sono felice che anche questa vicenda si sia conclusa con la verità dei fatti e cioè con una assoluzione per non aver commesso il fatto. Ero sereno già da prima perché sapevo di essere innocente ed ho sempre confidato nella giustizia ma questa ennesima sentenza di assoluzione la dedico agli ‘sposini felici felici’.”
