
Il 12 aprile Pignalberi torna di nuovo dinanzi il TAR, questa volta però cita tutti gli eletti e tutti i candidati alla Regione Lazio.
Il ricorso annunciato dal leader di Più Italia prosegue e penderà sulla testa del Presidente eletto Francesco Rocca.
La coalizione di PIGNALBERI, sostenuta da 4 Polo e Lista Pignalberi – come annunciato in una diretta – non arretra e ha confermato di voler procedere.
Ha raccolto atti, documenti, elementi e dichiarazioni a supporto delle contestazioni mosse e successivamente depositato un ricorso di circa 15 pagine che all’arrivo presso la cancelleria il Presidente del Tar di Roma ha immediatamente fissato udienza per il 12 aprile.
E’ stato già consegnato il ricorso e il provvedimento di fissazione udienza emesso dal Giudice nei confronti di tutte le parti, a mezzo PEC.
Ricorso che ha come presupposto le liste ingiustamente contestate.
“E’ vero” spiega Pignalberi Fabrizio che sta seguendo la vicenda in proprio in questa procedura assieme al suo studio.
Pignalberi spiega anche l’iter che attende la Regione Lazio. “Siamo nell’ambito di un contenzioso elettorale e l’oggetto del contendere è la regolarità degli atti relativi all’elezione – precisa – per chiarire la vicenda firme ed errori sostanziali nei verbali di valutazione delle liste, dove i numeri e le sentenze precedenti, seppur i ricorsi non ammissibili per tardività, ci hanno dato ragione”.
Sono stati, dunque, raccolti tutti gli elementi e le testimonianze, consegnate al Tar che dovrà poi valutare le ragioni delle contestazioni formulate dal ricorrente.
Alla domanda che in molti si stanno ponendo in questo momento e cioè se vi sia il rischio di un ritorno alle elezioni???
PIGNALBERI risponde: “Secondo l’interpretazione della norma tutti gli atti successivi all’emanazione dei verbali elettorali e alla proclamazione degli eletti sono nulli.
L’iter prevede dunque il ritorno al voto, l’esito del voto e la proclamazione del Presidente e del consiglio Regionale”.
“La preparazione di questo atto – chiude il Pignalberi – è stato fatto in modo attento e puntuale e comporta la valutazione di tutti gli elementi a supporto della richiesta di nuove elezioni”.
Di fatto quindi se il Tribunale Amministrativo Regionale riterrà fondata la richiesta, pur con il Presidente eletto, si dovrà attendere la sentenza che potrebbe voler dire tornare al voto.
