VITERBO – (b.b.) L’emergenza Coronavirus blocca tutte le udienze di Corte d’Assise viterbesi. E blocca anche il processo per l’omicidio di Norveo Fedeli, in programma per domani.
Il difensore del presunto assassino, il 23enne Michael Aaron Pang, ha già depositato in cancellaria una richiesta di rinvio, che farà automaticamente slittare l’udienza a quella già fissata del prossimo 28 aprile.
Pang è in carcere dallo scorso 4 maggio, quando venne ritrovato dopo ore di ricerche da parte dei carabinieri a Capodimonte: il giorno successivo sarebbe arrivata la sua confessione assieme a delle scuse pubbliche rivolte alla città e alla famiglia del commerciante.
In aula, alle scorse udienze sono sfilati testimoni di accusa: martedì sarebbe toccato agli esperti del Ris, ma data l’emergenza nazionale legata al coronavirus, il processo non si terrà: solo nel caso in cui Pang, attraverso i suoi legali, ne avesse fatto esplicita richiesta, la Corte d’Assise si sarebbe dovuta tenere.
Fedeli venne ritrovato cadavere il 3 maggio del 2019 all’interno della sua storica boutique di via San Luca: il corpo in una pozza di sangue venne scoperto da una commerciante, insospettita dal’orario in cui la saracinesca del nogozio di abbigliamento era ancora aperta. La stessa negoziante che poi lanciò l’allarme.
”Siamo entrati nella boutique il 3 maggio – ha spiegato la scientifica all’udienza scorsa – c’era un fortissimo odore di sangue. A terra, un’enorme chiazza di sangue e dei segni di trascinamento”. Poco distante, il corpo senza vita del 74enne Norveo Fedeli, massacrato a colpi di sgabello.
”Sulla sua testa è stata ritrovata un’impronta a forma di scarpa. Simile ad un livido, compatibile con la calzatura indossata da Michael Aaron Pang. Un’impronta scavata che può formarsi solamente a seguito di una forte pressione sulla zona interessata”. Come se il giovane coreano, originario del Kansas, avesse schiacciato con il piede la testa dell’anziano, una volta a terra esanime.











