Rinviato a giudizio un dirigente di Fratelli D’Italia ARCANGELO IORI, per aver diffamato il leader (PI) Pignalberi Fabrizio

AVREBBE DIFFAMATO IL PRESIDENTE FABRIZIO PIGNALBERI (PIÙ ITALIA), GIUDICE RINVIA A GIUDIZIO ARCANGELO IORI (DESTRA SOCIALE)

Avrebbe diffamato la leader di Più Italia, Fabrizio Pignalberi, sotto un post dell’Avv Monica Nassisi, lo stesso Iori che si era rivolto ad una trasmissione televisiva e, per questo, il Gip di Frosinone ha rinviato a giudizio Arcangelo Ieri di Ferentino. La prima udienza del processo è stata fissata per il 24 maggio 2022.

L’indagine era stata avviata dopo una querela presentata dallo stesso Pignalberi. Il procedimento era stato affidato al pm Barbara Trotta che a fine ottobre scorso ha proceduto alla chiusura delle indagini contestando allo dirigente di Fratelli D’Italia federato con Destra Sociale, il reato di diffamazione poiché offendeva la reputazione di Pignalberi.

Ulteriori le quelle presentate dal Leader di Più Italia al dirigente IORI più altri dopo la trasmissione “ad incriminare Iori per adesso ” è quello in cui il dirigente di Fratelli D’Italia, commentando sotto un post offendeva la reputazione del Pignalberi.


Pignalberi dichiara
“Le sentenze le fanno i giudici e non di certo una trasmissione televisiva, quindi il 24 maggio 2022, con certezza vedrò il caro Iori in udienza perché a mio avviso i processi si fanno in aula”, Iori Arcangelo difeso dagli Avvocati Giuseppe Cosimato e Franco Collalti.

La Polizia di Stato sequestra telline pescate illegalmente

Ennesimo sequestro nel giro di pochi giorni da parte della Polizia di Stato di prodotti ittici pescati illegalmente.

Gli agenti della Polizia Stradale di Cassino nel pomeriggio di ieri, a seguito di un controllo di una FIAT Panda con tre persone a bordo, hanno rinvenuto all’interno del veicolo 2 quintali di telline.
Considerato che gli esemplari ittici risultavano in numero ben superiore ai limiti massimi consentiti dalla normativa ed in considerazione delle vaghe e generiche giustificazioni fornite dagli occupanti dell’auto, nonché l’assenza delle prescritte licenze di pesca e della documentazione riguardante la tracciabilità del prodotto trasportato, i poliziotti hanno proceduto al sequestro amministrativo dei molluschi ed alla contestazione di una sanzione per un valore di oltre 16.000 euro.
Al termine degli adempimenti burocratici, le telline ancora vive, sono state consegnate alla Capitaneria di porto di Gaeta che ha provveduto a liberarle in acque marine idonee alla loro sopravvivenza.

essercisempre

Tanta Paura sul Monte Scalambra Serrone, una ragazza messa in salvo a notte fonda

Brutta disavventura per una trentenne che è riuscita con il telefonino ad avvisare i soccorritori

Si perde in montagna e grazie al telefonino riesce a contattare i soccorsi. Questo qaunto successo ad una donna nella serata di domenica 20 marzo, in provincia di Frosinone, dove sono intervenuti gli uomini del Soccorso Alpino sul Monte Scalambra nel comune di Serrone per ricercare una donna che risultava dispersa in un bosco dopo essersi allontanata intorno alle ore 15:30 con due cani.

La donna, di 30 anni e residente a Roma e da poco trasferita nel Comune di Serrone, la ragazza grazie ad un ripetitore è riuscita a inviare le proprie coordinate tramite WhatsApp intorno alle 23:30.

Sul luogo sono giunti i soccorritori nonostante le difficoltà per la neve presente anche sulle strade, hanno ritrovata la ragazza in perfette condizioni, solamente poco confusa e con tanta paura. Dopo averla messa in sicurezza, è stata condotta al campo base e riaccompagnata a casa pochi minuti prima delle due di notte dal marito e dal suo piccolo. Alle operazioni di ricerca e soccorso hanno partecipato, oltre al Soccorso Alpino, anche i Vigili del Fuoco e i militari dell’Arma dei Carabinieri di Piglio con il comandante Antonio Grasso, i volontari della Protezione Civile, l’Assessore, il Sindaco e molti residenti del posto.

PIGNALBERI SFIDA E VINCE LE IENE. IL GIUDICE DEL TRIBUNALE DI FROSINONE EMETTE UN PROVVEDIMENTO DI BLOCCO DEL SERVIZIO.

Il leader di Più Italia Pignalberi e Golia delle Iene

Il Giudice del Tribunale di Frosinone blocca la messa in onda del servizio realizzato dalle Iene su Fabrizio Pignalberi.

Pignalberi non arretra e ha la meglio sulle Iene.
Dopo la registrazione dei due servizi dello scorso giugno, Le Iene sono tornate a far visita a Fabrizio Pignalberi, raggiungendolo anche in Tribunale di Frosinone, su iniziativa delle stesse persone che ormai da anni trascinano il Presidente di Più Italia dinanzi al Giudice, con tanto di denunce quotidiane, tali da mettere su nel tempo, una vera e propria organizzazione, costituita anche da altri che, ad ogni udienza, pur non essendo gli stessi coinvolti, si presentano, al solo fine di apportarsi sostegno reciproco e di distruggere in maniera definitiva il Pignalberi.
Quest’ultimo, nuovamente si è visto costretto ad adire il Giudice del Tribunale di Frosinone, tanto che il magistrato designato, Dott. Troiani, ha fissato l’udienza di comparizione delle parti per il 1 marzo.
Intanto, la condotta persecutoria posta in essere dall’inviato Giulia Golia sembra non arretrare nei confronti del Pignalberi, in quanto anche ieri il Golia ha realizzato un ulteriore servizio durante l’udienza che si stava svolgendo dinanzi il Giudice dibattimentale, a carico di Fabrizio Pignalberi, accusato dai suoi seriali diffamatori.
Ma questa mattina, Giulio Golia ha dovuto fare un passo indietro, perché il Giudice del Tribunale di Frosinone Dott. Troiani, ha emesso prima dell’udienza di comparizione delle parti, fissata per il 1 marzo,un decreto di sospensione della messa in onda del servizio realizzato dalle Iene, ravvisando tutti i presupposti dell’urgenza ampiamente esplicitati nel ricorso presentato dalla difesa del Pignalberi.

Grave incidente sulla Cassino-Sora: un ferito in codice rosso


Si è verificato un grave incidente questa mattina, 15 febbraio 2022, sulla superstrada Cassino-Sora, presso il territorio di Belmonte Castello.

Grave incidente sulla Cassino-Sora: ferito portato all’ospedale in codice rosso

Il conducente di un’auto, un’Alfa 156, avrebbe perso il controllo della propria vettura e si sarebbe andato a schiantare contro un muro. L’uomo è stato portato in codice rosso presso l’ospedale Santa Scolastica di Cassino.

Butta via la cocaina durante i controlli, nel portaoggetti i contanti: arrestato 28enne del capoluogo

Il giovane di Frosinone, fermato dai carabinieri a Veroli, ha tentato di disfarsi di 15 ovuli e aveva 770 euro in banconote di vario taglio. È stato anche proposto il foglio di via obbligatorio

Nella serata di ieri, venerdì 21 gennaio 2022, i carabinieri hanno controllato e arrestato un 28enne di Frosinone a Veroli per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Già censito per tali reati, ha tentato di disfarsi di un contenitore in materiale plastico al cui interno vi erano 15 ovuli in cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo “cocaina” per un peso complessivo di 3.5 grammi. La perquisizione, estesa anche all’autovettura, ha poi permesso di rinvenire all’interno del vano portaoggetti la somma di euro 770 in banconote di vario taglio, il tutto posto sotto sequestro.

Il 28enne, stante la flagranza di reato, veniva stato tratto in arresto per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” e dopo le formalità di rito, veniva condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria. A carico dell’arrestato veniva inoltre avanzata la proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno in quel Comune per anni tre.

Il passeggero dell’auto, un 45enne del capoluogo anch’egli già censito per reati inerenti gli stupefacenti, sottoposto a perquisizione personale, veniva trovato in possesso di circa un grammo di hashish nascosto negli slip e pertanto, veniva segnalato alla Prefettura di Frosinone per uso personale di sostanze stupefacenti.

Droga, guerra tra bande a Roma, maxi blitz: 27 arresti

Smantellate due bande italo albanesi. Operazione antidroga dei carabinieri all’alba. Uno dei due capi era vicino a “Diabolik”

Roma, 18 gennaio 2022 – Maxi operazione dei carabinieri di Roma all’alba. Due organizzazione criminali italo albanesi, in conflitto tra loro per conquistare il mercato di cocaina e hashish nelle piazze di spaccio più importanti di Roma, sono stati sgominati dai militari che hanno arrestato 27 persone accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di droga aggravata dal metodo mafioso, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco.

Il blitz è scattato a coronamento delle indagini condotte dai militari del Nucleo Investigativo di Roma e da quelli del Nucleo Investigativo di Frascati su due gruppi criminali italo-albanesi. Secondo la ricostruzione degli investigatori dell’Arma, titolari delle indagini dirette dalla Dda capitolina, il capo di uno dei due gruppi era “vicino” a Fabrizio Piscitelli, conosciuto come “Diabolik” ucciso a Roma nell’agosto del 2019.

Le due organizzazioni, secondo gli inquirenti, sono dotate di una solida struttura organizzativa, e con la disponibilità di armi da fuoco pronte all’uso.

Viterbo, pusher in trasferta a Roma. Sorpreso a cedere cocaina, arrestato

Presunto pusher viterbese arrestato durante una “trasferta” nella capitale. A far scattare le manette ai suoi polsi sono stati i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Roma Montesacro. I militari hanno fermato il giovane durante un controllo contro lo spaccio. Il 24enne, originario della provincia di Viterbo, è stato notato mentre a bordo della sua auto in via Jacopone da Todi, cedeva ad un giovane diverse dosi di cocaina. E’ scattata la perquisizione: nelle sue tasche sono state rinvenute e sequestrate 14 dosi della stessa droga e 350 euro in contanti. E’ stato tradotto nelle camere di sicurezza.

Frosinone. Cristian Marchesini di Supino muore a 38 anni schiacciato dal tir al quale stava sostituendo un pneumatico in un parcheggio lungo l’Asi

FROSINONE – Sconcerto, dolore ed incredulità a Supino, paese in cui viveva il meccanico di 38 anni, Cristian Marchesini, che intorno alle ore 10 del mattino del 14 Gennaio è morto schiacciato da un tir Mercedes al quale stava sostituendo un pneumatico.

Siamo a Frosinone, a ridosso dello stradone Asi, in un parcheggio adiacente al supermercato Carrefour.
Sono le 10 del mattino, un autista ha il camion in panne a causa di una foratura.

Ad assisterlo giunge dalla non lontana officina Volvo, dove lavora, Cristian Marchesini, con l’officina mobile.

Durante le operazioni il pesante mezzo “scivola” dal crick, oppure è proprio il crick a cedere…
Troppo imprevedibilmente. Troppo rapidamente…
Marchesini è sotto il mezzo, che lo schiaccia contro l’asfalto, uccidendolo sul colpo.

Sul luogo del tragico incidente intervengono subito i sanitari del 118, ma per Cristian non c’è più nulla da fare…
Arrivano anche i Vigili del Fuoco, ormai solo per sollevare il mezzo pesante e liberare il corpo esanime dello sventurato.
C’è anche la Polizia Stradale, con gli agenti ora impegnati nella ricostruzione dell’accaduto per accertare la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità.
Sul luogo sono intervenuti anche gli ispettori dello Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro).

La Procura di Frosinone, con l’ausilio della PolStrada, ha aperto un fascicolo per “omicidio colposo”, per ora contro ignoti.
La salma di Cristian Marchesini è stata trasportata presso l’obitorio dell’Ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone dove verrà, probabilmente, sottoposta ad esame autoptico.

Roma, incendio in un palazzo all’Eur: 40 persone evacuate

Le cause del rogo sono imprecisate, ma probabilmente si è trattato del cortocircuito di una stufa. A rientrare nello stabile tutti i condomini, tranne i proprietari dell’appartamento da cui le fiamme sarebbero partite e quelli al piano di sopra.

Dal primo piano fuoriusciva molto fumo che bloccava la discesa dei residenti. Anche tre equipaggi della Polizia di Stato sono rimasti bloccati nella palazzina mentre cercavano di mettere in salvo i residenti. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco sono state evacuate 40 persone. Fortunatamente non si registra nessun intossicato nè feriti. Le cause sono ancora imprecisate. 

Tutte le persone, ad eccezione di due famiglie, quella residente al primo piano dove è avvenuto l’incendio e il piano superiore che sono stati dichiarati inagibili, sono rientrate nei loro appartamenti.